Il partito degli immigrati nato sotto l’egemonia della sinistra.

Il partito degli immigrati nato sotto l’egemonia della sinistra.

2 Marzo 2018 0 Di IlGattoRandagio

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Da Il secolo d’Italia

Il partito degli immigrati. A Brescia la prima lista “africana” schierata col Pd

Il voto per le amministrative, a Brescia, è previsto in primavera ma le grandi manove sono già iniziate. Sopratttutto sul fronte degli immigrati, con migeriani, marocchini, egiziani, indiani pronti a candidarsi al fianco della maggioranza di centrosinistra del sindaco in carica, Emilio Del Bono, in corsa per il secondo mandato col Pd.  «Ma non sarà una lista-ghetto», annunciano i promotori della lista, i rappresentanti della Fabi, la Federazione associazioni bresciane per l’immigrazione, riuniti in assemblea. Al Giornale di Brescia gli esponenti della Fabi spiegano che i migranti non vogliono “più essere considerati cittadini di serie b” e sono pronti a presentare un programma che parte dalle questioni relative all’immigrazione ma comprende anche ambiente, sicurezza, scuola e lavoro.
«Il primo passaggio sarà dialogare con le forze politiche esistenti che sin qui ci hanno ignorati ma che oggi cercano un confronto, per capire quali punti di contatto si possono trovare nei programmi dei partiti per le istanze degli immigrati bresciani». Secondo il quotidiano di sinistra, il francese Le Monde, Brescia «è la città modello dell’Italia multiculturale». «Nel 1990, in questa città di poco meno di 200 mila residenti c’erano poco più di 2 mila stranieri. Oggi, la popolazione totale del comune non è cambiata, ma i residenti non italiani regolari sono più di 36 mila, quasi un quinto degli abitanti».




Basta accede alla pagina Facebook della Federazione citata per comprendere che nella realtà più che a compagini extracomunitarie ci troviamo di fronte ai soliti estremisti di sinistra, terzomondisti e centri sociali vari, abili come sempre nel tirare le fila ed imporre la logica del pensiero unico. I traditori del politicamente corretto insieme ai laici liberisti e cattocomunisti hanno deciso che per un pugno di voti si può ben svendere un’intera Nazione.