Don Biancalani vieta l’ingresso ai ‘razzisti’ come @matteosalvinimi e apre la sua chiesa agli spacciatori africani

Don Biancalani vieta l’ingresso ai ‘razzisti’ come @matteosalvinimi e apre la sua chiesa agli spacciatori africani

3 Aprile 2018 0 Di IlGattoRandagio

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Via Il Giornale d’Italia

Droga in canonica, non è un’eccezione

Si moltiplicano i casi di immigrati finiti in arresto per spaccio

Droga in canonica, non è un’eccezione
In manette un ‘migrante’ accolto nella parrocchia di Don Biancalani, il sacerdote che si definisce antirazzista e antifascista. Ha venduto oltre cento dosi di eroina
L’odiosa dittatura del “buonismo unico”. Quella che ormai in tanti professano in televisione, nei giornali. Ma anche per le strade, nei bar o addirittura in Chiesa. Già perché anche chi dovrebbe farsi portavoce della Parola di Dio, troppo spesso cerca di veicolare messaggi che poco c’entrano con la vita cristiana.
E non solo: talvolta il non aderire al diktat del prete significa anche dover rimanere fuori dalla casa del Signore. La “comunità di credenti” che è pronta ad aprire le porte agli immigrati, ma a chiuderle a chi decide di condannare un’ondata migratoria senza precedenti.
È il caso di Don Massimo Biancalani, sacerdote della parrocchia di Ramini e Vicofaro, dove gestisce due strutture di accoglienza ai migranti che si definisce antirazzista e antifascista e nella sua parrocchia non fa mistero delle sue posizioni.
Peccato che proprio tra quegli extracomunitari che accoglie ci sia chi è finito in arresto per spaccio.
Una notizia che viene postata anche sui social. “Don Biancalani vieta l’ingresso ai ‘razzisti’ come @matteosalvinimi e apre la sua chiesa agli spacciatori africani. È almeno il terzo che arrestano nella sua canonica-d’accoglienza. Avrebbe venduto oltre 100 dosi d’eroina” si legge in un tweet in cui vengono postati un paio di articolo con la notizia, riferita a qualche giorno fa.
Il parroco immigrazionista, insomma, si ritrova ancora una volta al centro della cronaca  dopo che la Polizia di Stato di Pistoia, insieme al personale del Reparto Prevenzione Crimine “Toscana” e da unità cinofile provenienti da Bologna e Firenze, ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Pistoia Patrizia Martucci, su richiesta del pm titolare delle indagini, Linda Gambassi, nei confronti di tre nigeriani gravemente indiziati di spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di due irregolari e un terzo rintracciato proprio all’interno della parrocchia, di cui è titolare proprio don Massimo Biancalani.
Nel corso della perquisizione nella stanza  del giovane nigeriano sono stati rinvenuti 2 grammi di marijuana, nascosti in un pacchetto di fazzolettini.
Lo straniero, che secondo il pm Gambassi, farebbe parte di un più vasto giro di pusher di eroina ed ‘erba’ (incastrati dai tabulati telefonici e dalle voci provenienti da ambienti dei tossicodipendenti) era già stato arrestato il 16 novembre scorso per spaccio di marijuana e aveva patteggiato la pena davanti al giudice. La procura gli contesta di aver venduto oltre cento dosi di eroina, oltre la metà mentre era ospite del centro di don Biancalani. Oltre 400 invece le cessioni di eroina contestate agli altri due soggetti.
Secondo quanto documentato dagli investigatori gli extracomunitari spacciavano sistematicamente, con decine e decine di cessioni di eroina nei pressi di scuole e nei parchi cittadini.
Il gup ha ritenuto che il carcere fosse l’unica misura adatta per impedire loro la reiterazione del reato. Tutti e tre, comunque, si sono già visti respingere la richiesta di riconoscimento dello status di rifugiato. Quindi non avevano alcun diritto di stare in Italia.
“C’è un limite oltre il quale non si riesce più a integrare le persone” ha detto il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi (Fdi) intervenendo sull’arresto. “Non è semplicemente dando loro un pasto e un letto che si integrano le persone – ha aggiunto –  e questi nuovi arresti, per i quali ringrazio le forze dell’ordine, lo dimostrano”.
“Su 160 migranti ospitati qui negli ultimi due anni e mezzo, abbiamo avuto solo due casi di giovani finiti nei guai per la droga” ha immediatamente risposto Don Biancalani.
Intanto qualche giorno fa è finito in manette un migrante nigeriano di 21 anni, ospite di un centro d’accoglienza di Empoli, sempre per spaccio di stupefacenti. Si tratta del terzo ospite dello stesso centro finito in manette negli ultimi 30 giorni, il quinto a Empoli per spaccio di eroina.
Casi che dimostrano come siano diversi gli arresti di richiedenti asilo per spaccio.
Come non ricordare quanto accaduto a Macerata, dietro il brutale omicidio della giovane  Pamela Mastropietro, una giovane con problemi di tossicodipendenza.
Ma, in questo quadro, temi dell’accoglienza, della tolleranza e del multiculturalismo sono sbandierati da politici, e non solo, per attirare il consenso di una parte di cittadini. Coloro che si sentono migliori, magari, perché adottano un bambino a distanza, perché versano in un obolo a Emergency oppure perché comprano equo e solidale. Sono gli stessi che si battono per lo ius soli. Facendo passare per razzisti tutti coloro che non la pensano come loro…