Unicredit Work life balance. Simmo ‘e Napule paisà!

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In Unicredit è stato siglato tra Azienda ed organizzazioni sindacali un accordo che prevede diversi strumenti, in molti casi innovativi e sperimentali sia per UniCredit che per il settore bancario,  per agevolare i dipendenti che si trovano in condizioni particolari (familiari o di salute). Quello che però traspare dal comunicato è l’impegno profuso per farci lavorare meno (e solo per determinate casistiche), non già per farci lavorare meglio.

Non a caso per il “lavoro agile” non si sono recepite le aperture e gli incentivi previsti per legge, sul “telelavoro” addirittura si sono fatti propri i versi della più classica delle canzonette partenopee: “Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdámmoce ‘o ppassato, simmo ‘e Napule paisá!“; ovvero chi ha avuto il telelavoro se lo tiene, chi è arrivato tardi a chiederlo…peggio per lui. Un colpo basso, un elogio alla discriminazione.

Sulla TUTELA DEI TEMPI DI DISCONNESSIONE poi si rimane basiti. Se non si riesce a far applicare un accordo come quello sulle “pressioni commercaili” o sul rispetto della “pianificazione delle ferie” previste dal CCNL (qui il comunicato fresco fresco), si potrà mai evitare di essere disturbati con mail e chiamate ad ogni ora? E come mai non si fa alcun riferimento alla prassi poco conciliante vita/lavoro di fissare meeting ben oltre il normale orario di lavoro?

Aspettiamo di poter leggere il testo dell’accordo…

E chiagnenno, chiagnenno, s’avvìa,
ma po’, ‘a nustalgìa,
fa priesto a fernì.

Basta ca ce sta ‘o Sole

 




 

Qui il comunicato sindacale unitario