Mutui e prestiti, con lo spread salgono i costi per famiglie e imprese

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C’è già chi grida Al lupo! Al lupo!

Per manipolare efficacemente il popolo, è necessario convincere tutti che nessuno li sta manipolando.
(John Kenneth Galbraith)

L’impennata dei rendimenti di titoli di stato e spread comporta prezzi più alti per i mutui futuri e per il costo dei prestiti a famiglie e imprese, nessun problema per chi ha già un mutuo a tasso fisso.

(…)L’impatto più evidente per i risparmiatori riguarda con ogni probabilità prestiti e mutui. Partiamo da questo ultimi: chi ha già un mutuo in corso a tasso fisso non rischia nulla, perchè il costo del prestito non è soggetto alle oscillazioni di mercato. Chi invece ha il tasso variabile, rischia di vedere aumentare la rata: bisogna vedere in che modo la crisi italiana impatterà sull’euribor, che è l’indice di riferimento.

Sul costo dei mutui futuri l’impatto potrebbe essere più pesante perché si rischia, ad esempio, che aumenti anche il lo spread fisso che le banche applicano al mutuo. (…)

A livello teorico (anche se in passato la rappresentazione grafica dell’andamento storico del differenziale BTp-Bund mette in evidenza una correlazione) l’aumento dello spread potrebbe portare ad un  indebolimento dei bilanci delle banche (impaccate di titoli del debito pubblico italiano) e di conseguenza far  diminuire la loro capacità di rimborsare i propri debiti. Di riflesso, questo porterebbe ad un aumento dei costi di raccolta del denaro sul mercato interbancario (ad eccezione di quelle che si possono approvvigionare in altri Paesi dell’area euro). Per ciò va da sé che un aumento degli spread sul mercato obbligazionario scoraggia le banche dall’erogare prestiti se non in cambio di tassi di interesse più alti ritoccando lo spread al quale erogare i finanziamenti (aumento dello spread non del tasso eurobor od eurirs). Si entrerrebbe in un loop…almeno a livello teorico, perché la BCE di Draghi potrebbe intervenire per limitare la speculazione.

Ma questa diventerebbe una scelta politica più che economica.

Quindi? E’ più semplice (e meno oneroso) cavalcare la paura dellaggente…perché si sa,  il Popolo Bue vive di paura. E nella paura è più facile far passare messaggi che anestetizzino le menti e tenere a galla i soliti giochi di sistema. Il sistema sa come difendersi e chiudersi a riccio per preservare il proprio status quo

In fondo la politica non è altro che un certo modo di agitare il popolo prima dell’uso. La controprova, se mai ce ne fosse bisogno, che le decisioni non sono prese da chi il popolo demanda a rappresentarli in parlamento, ma da quei  liberal (come Soros) che con la speculazione hanno fatto i miliardi sulla pelle della povera ggente.

 

Mutui e prestiti, con lo spread salgono i costi per famiglie e imprese