La Fiom non tollera le idee dissidenti tra i suoi iscritti e di conseguenza opera grottesche purghe staliniane

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CasaPound sfonda tra gli operai. E la Fiom avvia epurazioni e corsi antirazzisti

Che molti operai non votino più «a sinistra» è ormai un fatto arcinoto. Ma che possano simpatizzare per movimenti sovranisti o addirittura fascisti, beh, questo proprio non è andato giù ai vertici della Fiom. I rappresentanti dei metalmeccanici della Cgil, infatti, non hanno affatto gradito che diversi loro iscritti simpatizzino per le politiche e le idee di CasaPound Italia. In particolare al Nord questo «fatto nuovo» ha portato quindi a decisioni estreme. Una delegata lombarda della Fiom, per esempio, è stata espulsa dai vertici sindacali perché fuori dai cancelli della fabbrica aveva fatto propaganda pro CasaPound. Un altro caso si è invece registrato pochi giorni fa a Vercelli, dove gli operai in protesta per il ritardo nei pagamenti da parte della loro azienda hanno chiesto l’aiuto e il sostegno proprio di CasaPound. Il tutto si è concretizzato in un solo striscione esposto durante le proteste, ma tanto è bastato per mettere in imbarazzo la Fiom.

Ma non è finita qui. Perché, oltre alle epurazioni in pieno stile sovietico, la Fiom lombarda ha addirittura avviato una specie di campi di rieducazione. Solo che non manderà gli operai dissidenti in Siberia, ma si limiterà a farli presenziare a corsi su antifascismo e antirazzismo (e quasi non si sa che cosa sia peggio…).

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Immagine: Storiadigitale Zanichelli Linker – Percorso Site