UniCredit e l’etica (3). UniCredit ed indebite pressioni: A che punto siamo

UniCredit e l’etica (3). UniCredit ed indebite pressioni: A che punto siamo

28 Agosto 2018 3 Di Chick

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Sono passati 18 giorni dall’incredibile  mail che  il responsabile dell’ Area Manager di Milano Provincia Est  ha inviato ai propri collaboratori (qui per i dettagli). Nel frattempo cosa sarà successo?

Diremmo poco, per non dire nulla!

Da quanto riferitoci,  i sindacati, che erano informati su quanto accaduto,  dopo aver registrato il nostro commento e – soprattutto! – quello dei colleghi, hanno avuto un sussulto, un moto d’agitazione che si è subito spento in un nulla di fatto. Hanno – come previsto –  cominciato a “sfilarsi”.

Sono cominciati i “distinguo”  con un atteggiamento più politico che sindacale. Qualche sigla ha difeso il manager motivando con un “non lo sapeva” (e anche su questo, prevedendolo, avevamo già detto la nostra).

Una sigla sindacale si è detta pronta a mettere la “mano sul fuoco” sull’onestà e sensibilità del manager in questione. Con questa posizione, che riteniamo grave, vengono a cadere tutte le lamentele dei colleghi sulle continue, pressanti e  asfissianti pressioni commerciali  (che potremmo addirittura considerare minacce là dove leggiamo – da mail – di “monitoraggi individuali giornalieri”).

Ci chiediamo se questi sindacalisti facciano mai visita ai colleghi nelle agenzie e vedano mai in quali condizioni sono costretti a lavorare. Consigliamo loro di non limitarsi ad “un giro e basta”, ma di perseverare nel farlo perché, in considerazione del clima oramai creatosi nelle filiali, i colleghi sono alquanto restii a dichiarare apertamente e facilmente qual’è il loro stato d’animo.

Noi li capiamo perché troppo spesso non si sentono tutelati da chi invece dovrebbe difenderli. Non a caso abbiamo registrato tra le sigle sindacali atteggiamenti volti a minimizzare l’accaduto (tanto siamo italiani, tutto si dimentica in fretta) o a respingere l’idea di schierarsi contro quel manager perché ritenuto “intoccabile”.

Mentre su alcune importanti piazze, ad esempio Genova, le organizzazioni sindacali hanno, anche se tardivamente, cominciato a proclamare lo stato d’agitazione, a Milano tutto colpevolmente tace. Fra continui tatticismi, ripicche e ostracismi fra le varie sigle sindacali, ci si limita a veline sugli incontri con l’azienda. Interminabili ed incomprensibili riunioni diremmo noi visto che nulla sembra cambiare.

Infine  non conosciamo la posizione dell’Azienda sulla questione.  Ci permettiamo di azzardare che qualche sindacalista una telefonata all’HR l’avrà anche fatta, se non altro per informare sulla situazione e, chissà, magari chiedendo di prendere provvedimenti.

Già, provvedimenti….sarebbe chiedere troppo, vero?

 A noi non risulta che qualcosa nell’Area in questione sia cambiato; anzi  si: è cambiato in peggio.

Sulla specifica situazione torneremo molto presto ad informarvi.

 

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