#UniCredit: nemmeno #Ischia è un’isola felice

#UniCredit: nemmeno #Ischia è un’isola felice

1 Ottobre 2018 0 Di IlGattoRandagio

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ISCHIA: L’ISOLA CHE NON C’E’…

E’ il 21 agosto 2017, ore 20,17 ed un terremoto con una magnitudo di 4,0 sconvolge l’isola d’Ischia.

Ad un anno di distanza lo sciame sismico, metaforicamente parlando, continua in Unicredit, con scosse telluriche sprigionate dalla “distruttiva fantasia” del Managment, e risultati devastanti per l’equilibrio psico- fisico dei colleghi.

L’Azienda, sull’abbrivio della chiusura dell’agenzia di Via Mazzella, ha sempre sostenuto che gli organici dell’isola (attualmente con due punti vendita di Ischia Porto e Forio) fossero in esubero di tre risorse. Ad oggi, dopo un decesso, un esodo e ben quattro trasferimenti (tra cui una L.104!) sembra che questa diaspora di colleghi, prevalentemente ischitani, non abbia avuto ancora una soluzione di continuità.

Si vive ormai in un clima di paura! Anche l’eventuale mancato raggiungimento degli spropositati budget assegnati, costituisce sovente l’occasione, neanche tanto velata, di “cortesi inviti” a ben equipaggiarsi per prepararsi ad attraversare il mare…; dimenticando forse le macerie che ha lasciato intorno a sé l’evento dello scorso anno, causando danni notevoli anche al tessuto economico-produttivo dell’isola, che da allora soffre terribilmente!

Oltremodo, sia ben chiaro che il lavoratore (lo ripetiamo per l’ennesima volta) è legato ad una prestazione del “fare” e non certamente ad una obbligazione di risultato. “Ed anche una prestazione inadeguata può essere imputabile alla scarsa organizzazione dell’Impresa (Cass. N. 17371/2013)”.

Lamentiamo, altresì, un diffuso e generalizzato stato d’ansia da parte di colleghe, in prossimità delle scadenze dei propri part time, in quanto l’Azienda ne mette spesso in discussione il rinnovo, a sostegno della tesi che sull’isola è presente un’alta concentrazione degli stessi.

Vogliamo ricordare che i precedenti Piani Industriali sono sempre stati un inno alla necessità di proseguire il processo di concessione delle più svariate forme di flessibilità per tutte le categorie di personale, in un’ottica di contenimento costi pervicacemente inseguita dall’Azienda nel corso degli anni.

Il prezioso istituto del part time, nato per favorire la conciliazione dei tempi di vita con quelli di lavoro, intorno al quale si è strutturata tutta la vita familiare delle lavoratrici, non può essere messo in dubbio da una dissennata politica aziendale che ha determinato un dimagrimento esiziale della forza lavoro di Ischia come anche di tutta la realtà campana. Non si possono conclamare esuberi, negare assunzioni e rendere incerte e sofferte le richieste dei part time!

DICIAMO BASTA A QUESTA POLITICA AZIENDALE DISCRASICA ! !

I Coordinatori Territoriali hanno chiesto un incontro all’ Azienda proprio sulla tematica della gestione di domande di part time nella Region Sud, di cui Vi daremo contezza.

Nella canzone “L’isola che non c’è” di Eduardo Bennato, l’isola è il simbolo della ricerca della felicità, di una serenità che non si riesce a raggiungere, ma sembra sempre a portata di mano.

Orbene, le OO.SS. vogliono veicolare questo messaggio all’ Azienda: “ affinchè quella felicità e quella serenità summenzionate ritornino finalmente ad albergare tra le lavoratrici ed i lavoratori dell’isola di Ischia, dobbiamo crederci “

Tutti, anche e soprattutto l’Azienda!

Napoli, 01/10/2018                                                                                                             Le RSA della Campania