Lo strano caso giuridico di Elisabeth Sabaditsch-Wolff e la fine della libertà d’espressione in Europa

Lo strano caso giuridico di Elisabeth Sabaditsch-Wolff e la fine della libertà d’espressione in Europa

4 Novembre 2018 0 Di IlGattoRandagio

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Se un 56enne sposa una bambina di 6 anni, puoi definire quell’uomo un pedofilio?

Sicuramente, ma a patto che tu non stia parlando di Maometto. In questo caso saresti perseguibile penalmente per aver “denigrato gli insegnamenti religiosi” oltre che per incitamento all’odio religioso.

E’ quanto stabilisce una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo

Ancora una volta i burosauri dell’UE si dimostrano la palla al piede di questa pseudo entità politica gestita con  il modello della STASI.

Sono decisioni assurde come queste che fomentano l’avversione all’Unione Europea e creano terreno fertile per i nuovi sovranismi.

(…) La Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha stabilito che la critica di Maometto, il fondatore dell’Islam, costituisce un incitamento all’odio e pertanto la libertà di espressione non viene tutelata.

Con la sua decisione senza precedenti, la Corte di Strasburgo – che ha giurisdizione su 47 paesi europei e le cui decisioni sono giuridicamente vincolanti per tutti i 28 Stati membri dell’Unione europea – ha di fatto legittimato un codice in cui la blasfemia contro l’Islam è reato, allo scopo di “preservare la pace religiosa” in Europa.

Il caso riguarda Elisabeth Sabaditsch-Wolff, una donna austriaca che nel 2011 è stata dichiarata colpevole di aver “denigrato gli insegnamenti religiosi” dopo aver tenuto una serie di conferenze sui pericoli dell’Islam fondamentalista. (…)

Quanto deciso dalla Cedu sarà accolto con favore dall’Organizzazione per la cooperazione islamica (Oci), un blocco di 57 paesi musulmani che da tempo fa pressioni sull’Unione europea affinché questa imponga dei limiti alla libertà di espressione quando si muovono critiche all’Islam.

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