I nuovi benefit in UniCredit: portare il cane in azienda.

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Quando ci sono cani in ufficio c’è meno stress, e visto che di stress in UniCredit ce n’è parecchio, anziché risolvere il problema alla radice, meglio incoraggiare i lavoratori a portarsi gli amici a quattro zampe in azienda. C’è plus facile!  A quanto si vocifera, il progetto pilota partirà a Milano presso una delle Torri di Garibaldi.

Anche se una comunicazione ufficiale ancora non è stata pubblicata a portale, le informazioni cominciano a circolare tra i colleghi ed i primi dubbi e preoccupazioni cominciano a trapelare.

Il commento di un collega ricevuto via mail:
Con tutto l’amore ed il rispetto che ho per gli animali trovo la cosa tra l’esilarante ed il tragico.
(…)
Se comunque penso alle persone/risorse impiegate per redigere questo progetto trovo la cosa tragica .
D’altra parte così va il ns Paese al posto degli asili nido e delle scuole materne costruiamo asili e centri per cani e gatti:a Milano ci sono persino delle ludoteche.
La ns Banca sta al passo coi tempi…. tristezza.
(…)
tra le chiacchiere “da bar” alla macchinetta del caffè interessante anche l’osservazione che mi ha fatto un collega:
Come verrà gestita l’igiene delle aree dedicate ai cani? Visto lo stato di pulizia di bagni ed aree comuni, c’è di che essere preoccupati. Ma almeno forniranno i deodoranti per eliminare la puzza di cane?
Premesso che per legge gli animali non sono ammessi alle riunioni, nelle aree provviste di sabbia e nelle aree in cui i dipendenti fanno pausa pranzo o un break, tutto il resto verrà gestito da un codice di condotta varato da Unicredit.
E qui nasce una nuova domanda: ma UniCredit sarà in grado di far rispettare il regolamento che si è dato? In un Paese (e Azienda) dove i divieti diventano semplici…“raccomandazioni” (vedasi divieto di fumo o comportamenti nelle aree open space quaotidianamente disattesi) ben presto regnerà la più completa anarchia!
Inoltre, se lo scopo è garantire il benessere dei lavoratori, non si capisce come mai sia vietato tenere piante da interno; anch’esse svolgono analoga funzione ed aiutano, tra l’altro, a mantenere un po’ più sana un’aria spesso viziata (a Lampugnano per esempio il vetusto impianto di climatizzazione non progettato per open space ha parecchi limiti).
E poi ci si chiede: con i problemi lavorativi presenti in questo Gruppo (dallo stress lavoro correlato alle pressioni commerciali passando per luoghi di lavoro sporchi o fatiscenti o la tanto decantata conciliazione vita/lavoro che per molti rimane una chimera), sono queste le priorità su cui lavorare? 

La pet terapy come benefit aziendale: immaginiamo questo sarà solo il primo passo. Il prossimo, congedi per accudirli?