Salvini non mollare o pro immigrazione? Uno spunto di riflessione

Salvini non mollare o pro immigrazione? Uno spunto di riflessione

15 Gennaio 2019 0 Di IlGattoRandagio

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Anonymous asked: Salvini non mollare o pro immigrazione?

falcemartello:

cartofolo:

Sono per una politica di accoglienza, Anon.
Però questa può essere fattibile solo con l’appoggio di altre nazioni che permettano una distribuzione gestibile umanamente.
Credo che Salvini vada oltre questa strategia. Per questo non mi piace il suo atteggiamento.

—–

Non vorrei sembrare antipatico ma oltre la domanda anche la risposta è generica ed ambigua. Certo è una risposta del tutto personale ma sostenere di essere pro o contro l’accoglienza può essere una affermazione fuorviante. Chi di noi è così stupido di non voler vivere in un mondo di pace e tranquillità dove tutti, compresi gli ultimi arrivati siano felici?

Spiego: sembra che gli italiani siano spaccati in due fronti riguardo a Salvini Ministro, Salvini o mio Capitano o Salvini Fascista.  Ecco, oltre che riduttivo, a me sembra che il problema non sia lui ma l’immigrazione ed in particolare quella clandestina, definita più cortesemente migrazione, per non turbare la suscettibilità di non si sa poi chi. Ma ok, cerchiamo di essere politicamente corretti, almeno a parole, per dar modo alla nostra coscienza di sentirsi a posto. Evitiamo inoltre di parlare di UE e corrette politiche, perché sino ad oggi dalla medesima abbiamo solo ricevuto “spalluce”, problema nostro tenendo conto di essere il primo approdo all’Europa economica.

Esistevano ed esistono leggi di Stato che necessariamente si occupano della materia “immigrazione” e che in funzione dei governi che si alternano democraticamente vengono riviste e/o ritoccate ed eventualmente integrate.

QUI si può leggere in modo puntuale quanti e quali stranieri sono arrivati nel tempo e la loro collocazione nel territorio italiano, ma ovviamente esistono molteplici altre fonti altrettanto attendibili oltre quelle governative.

DIciamo inoltre che il problema, perché di questo si tratta, ha tutti i connotati di una tragedia epocale, per noi che li accogliamo e per loro che arrivano a prescindere dal loro paese di origine, per abitudini, modo di vivere, cultura e religione. In un altro reblog  (QUESTO), avevo già espresso i miei dubbi e perplessità per un evento così enorme ed importante incredibilmente sottovalutato numericamente e dal punto di vista umano. I miei dubbi posti erano:

Perché questa migrazione di massa deve essere accettata sempre e comunque senza delle regole più restrittive e/o selettive senza dimenticare la necessità di “restare umani”?

Perché considerarla un evento incontrovertibile, da subire in modo del tutto passivo consci del fatto che non è qualitativamente e quantitativamente accettabile ed auspicabile?

Perché sono nate e prolificate delle cosiddette organizzazioni non governative, che ovviamente non lavorano “gratis et amoris dei” per favorire ancor di più lo svuotamento del continente africano e parte del medio oriente con l’intento/scusa di salvare vite?

Perché interi schieramenti politici vivono/lucrano sulla commiserazione e la carità patetico/cristiana speculando/plagiando una parte di elettorato presente e futuro?

Perché l’obbligo di garantire sempre e comunque a discapito di chi dovrà accogliere (comunità esistente autoctona e non sterili strutture statalo-burocratiche) questa massa di disperati da mantenere nel presente e in un futuro prossimo non solo dal punto di vista umano?

Cartofalo è sicuramente una persona preparata culturalmente e piena di buon senso, mi auguro riesca ad avere uno spunto positivo.

Ognuno ha le sue opinioni, per carità. Qualcuna più opinionata di altre.

Solo che, in questa era di ipocrisia istituzionalizzata che l’Era Vittoriana tutta ci fa le pippe, è consigliabile saltare la prima parte delle enunciaziò di principio (è convenzione sociale tenerle sul pol. corr., sul socialmente spendibile) e soffermarsi invece su quel che arriva dopo il PERO’.

Esempio: “Sarei per l’accoglienza, PERO’ m’incazzo quando gli altri europei si voltano dall’altra parte e ci lasciano da soli”. In sintesi questo dice il Cartofolo.

Quindi ha intuito che (a) sul piano socioeconomico l’Italì gnafà ad assimilare mezzo milione di migranti ogni anno e che (b) i nostri “partner europei” non ci considerano partner ma discarica.

Ancora non arriva ad ammettere che le migrazioni, i cd. “inarrestabili fenomeni epocali” in realtà sono del tutto SPINTANEI, tanto da costituire una vera e propria TRATTA ma pazienza, accontentiamoci del primo passettino lontano da “accoglienza senza se e ma” di gran moda fino a qualche mese fa.

E’ una evoluzione di posizionamento in atto da parte di molto del milieu “progressive”,  quello che tacciava tutti noi di fassismo rassismo, alla meglio di esser vittime di paure ingiustificate e di “percezioni” ma che ora tenta di rialzarsi dopo lo scontro col tir della realtà fischiettando: ”non mi sono fatto niente”.