Jan Palach: idealista, pazzo, fanatico, o lucido oppositore del regime comunista che stava avviando la «normalizzazione» del Paese?

Jan Palach: idealista, pazzo, fanatico, o lucido oppositore del regime comunista che stava avviando la «normalizzazione» del Paese?

16 Gennaio 2019 1 Di IlGattoRandagio

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Il tranviere praghese che cinquant’anni fa, nel tardo pomeriggio del 16 gennaio 1969, si tolse il cappotto cercando di spegnere le fiamme che avvolgevano il corpo dello studente Jan Palach, non immaginava di finire nei libri di storia.

Agì d’impulso, dopo aver notato con stupore il giovane versarsi sui vestiti un liquido oleoso da una lattina bianca. In piazza San Venceslao, davanti al Museo Nazionale, il centro simbolico della Cecoslovacchia occupata l’estate prima dai carri armati sovietici, i passanti erano infreddoliti e indifferenti. Un attimo ancora, ed ecco il giovane in mezzo a loro divampare come una torcia. Benzina, ecco cos’era – questo pensiero passò in un attimo attraverso la mente del tranviere, subito seguito da un altro: devo spegnere il fuoco. Ma la sua prontezza di riflessi servì soltanto a prolungare le sofferenze del suicida: le ustioni risparmiarono il viso e la parte superiore del corpo, permettendogli di sopravvivere tre giorni dopo il ricovero in ospedale, ma a prezzo di dolori insopportabili.

Jan Palach, un eroe dimenticato della libertà