Se è vero che la democrazia presuppone l’antifascismo, non è altrettanto vero che l’antifascismo presupponga la democrazia.

Se è vero che la democrazia presuppone l’antifascismo, non è altrettanto vero che l’antifascismo presupponga la democrazia.

29 Gennaio 2019 1 Di IlGattoRandagio

This post has already been read 142 times!

(…) La storiografia comunista aveva sostenuto che quella “svolta” – cioè il proposito di Togliatti, rientrato in Italia nel 1944, di collaborare con Badoglio e la monarchia – fosse frutto di una decisione autonoma rispetto a Mosca e rappresentasse il primo passo di un graduale affrancamento del Pci dall’influenza sovietica. Hanno dimostrato che, al contrario, fu proprio Stalin a volere la svolta. Le loro conclusioni resero obsolete la maggior parte delle ricerche storiografiche precedenti sul Pci, basate su due presupposti errati: la sopravvalutazione dell’indipendenza del Pci da Mosca durante il periodo di Stalin e la sottovalutazione della capacità del sistema staliniano di controllare e guidare all’estero i suoi meccanismi distorsivi dell’informazione. Del resto, sulla vocazione rivoluzionaria del Pci durante la lotta per la liberazione anche Renzo De Felice osservò che il gruppo dirigente del Pci non aveva mai accettato che «la lotta partigiana dovesse portare a un ritorno alla democrazia “parlamentare borghese” e che la svolta di Salerno potesse non essere un espediente tattico» aggiungendo che a quella svolta non poteva «essere attribuito alcun carattere di autonomia politica rispetto all’Urss».
Alla base di questa alterazione della verità storica c’era il fatto che l’Urss era riuscita a veicolare l’idea mitologica dell’assimilazione dell’antifascismo alla democrazia in nome del principio dell’unità della Resistenza dimenticando che per i comunisti la Resistenza era concepita come un grande evento rivoluzionario. Che tale assimilazione fosse ideologicamente fuorviante lo dimostra la considerazione che, se è vero che la democrazia presuppone l’antifascismo, non è altrettanto vero che l’antifascismo presupponga la democrazia. Eppure, questa equazione errata, sulla quale si fondava il principio togliattiano della “democrazia progressiva”, finì per dominare la cultura politica italiana, segnatamente storiografica, grazie al peso di quella egemonia culturale comunista e azionista che ha elevato l’antifascismo a ideologia di Stato.(…)